14 Gennaio 2011

Assange maledetto

Alcuni vogliono sapere se sono l'autore dei rapporti del consolato di Napoli, dove lavoravo fino ad agosto dell'anno scorso.  In questi giorni, i giornali italiani hanno pubblicato <<dispacci>> diplomatici con temi del Mezzogiorno e la criminalità organizzata.

Mi dispiace, amici, ma non posso confermare se quello che è stato pubblicato è vero o no.  Non posso verificare o autenticare i documenti come rapporti del consolato.

Ma vi dirò questo:  Il Signor Assange ha dovuto cancellare i nomi delle persone (per esempio, procuratori, giornalisti, attivisti contro le mafie) che meritano di essere protette. 

Alcune persone hanno commentato:  "Tutto ciò che hanno scritto gli americani già lo sapevamo.  Gli americani non hanno bisogno di dirci che i nostri politici non combattono le mafie."  CERTO!  Ma quando i diplomatici scriviamo dispacci, non sono per il pubblico.  I destinatari sono il Segretario di Stato e altri funzionari di Washington.  E anche se non me lo credete, ci sono molte persone negli Stati Uniti che non sanno che l'Italia subisce tutto questo.  (Purtroppo -- e lo ammetto -- ci sono molte persone ignoranti nel mio paese.)

 
29 Ottobre 2010

"Amici" di Giovani.it

Tanti di voi avete chiesto la mia amicizia.  Ma non mi parlate neppure.  State facendo una collezione di "amici" sconosciuti?  Non mi dite nemmeno chi siete.  Se non volete parlare con me o conoscermi un po', perché mi avete aggiunto???

 
29 Aprile 2010

Non tutti i sorrisi sono gradevoli



Gentilissimi napoletani,

Prima di uscire sul motorino per le strade della città, vi prego di mettervi bene i pantaloni.  Sono stanco di vedere tanti "sorrisi verticali" tutti i giorni!

Tags: schifo
 
05 Marzo 2010

Due tipi d'ignoranza

Vedo spesso su pagine di questo sito, sotto la categoria "odio," la parola "ignoranza."  Anche, "persone ignoranti."  Cioè, molti utenti odiano l'ignoranza o non sopportano le persone ignoranti.

Però non tutti si rendono conto che ci sono due tipi d'ignoranza nel mondo.  Il primo tipo è l'ignoranza senza colpa, cioè, l'ignoranza di una persona per ragioni oltre il proprio controllo.  Un esempio sarebbe un contadino di un paese molto povero, che non ha accesso a una scuola o all'istruzione, oppure una ragazza che vive in un paese (come l'Afghanistan sotto i talebani) dove le femmine non hanno permesso di studiare o imparare.  Queste persone non hanno nessuna colpa.  Sono ignoranti per le (tristi) circostanze in cui vivono.

Ma c'è anche chi è ignorante per scelta.  Mi riferisco alle persone che hanno accesso alla scuola, che hanno la possibilità di studiare (e questo comprende tutti che vivono in paesi ricchi occidentali), ma che hanno scelto di non imparare.  Un esempio sarebbe chi scrive sul suo profilo di giovani.it, "odio leggere" o "non leggo mai."

Dobbiamo avere pazienza con le persone della prima categoria.  Dobbiamo anche aiutarle!  Ma le persone che hanno scelto di rimanere nell'ignoranza non vogliono aiuto.  Queste persone tendono a causare molto danno nel mondo.  In questa categoria ci sono i razzisti, le persone che buttano i rifiuti per strada, i mafiosi, i maschilisti, e anche persone che semplicemente passano il loro tempo guardando programmi stupidi sulla televisione.  O distruggono, o non contribuiscono niente alla società.

Secondo me, la possibilità di imparare, di studiare, è un privilegio che non dobbiamo mai disprezzare.  E secondo me, l'istruzione, la formazione, sono le soluzioni alla grande maggioranza dei problemi del mondo.

Che pensate?  Dobbiamo avere la stessa pazienza con coloro che vogliono essere ignoranti? 

 
19 Febbraio 2010

True story

Lei riposò la testa sul mio petto.  Sudava ancora della nostra passione, appena finita, e giocava con i peli del mio petto.  "Un giorno," mi disse, "scriverò le mie memorie."  Mi domandai chi vorrebbe leggere le ricordanze della moglie di un diplomatico argentino.  Continuò:  "E ci sarà un capitolo dedicato solo a te." 

"A me?  Non utilizzare il mio nome, per favore."

"No, non ti preocuppare."  Continuò ad accarezzarmi.  Dopo un minuto, disse, "Il titolo del capitolo sarà << Il lupo alfa >>." 

"Mi vedi come un lupo?" domandai.

"Sì.  Tu sei decisamente il lupo alfa."

Tags: nessuno
 
25 Settembre 2009

Don't bother to read this

Scusate se scrivo in inglese, ma è più facile stasera...  (e poi, comunque, chi legge i miei pensieri?  nessuno, quindi la lingua non importa)

I am amazed at how many self-centered people write blogs on this website, believing themselves to be God's gift to the rest of us.  I've got news for ya:  you ain't all that!  Some people are incapable of humility....  I have never seen so many stuck-up, omphalocentric, arrogant people on one website as there are on giovani.it.  I would love to have an intelligent conversation.......

Tags: arroganza

Cosmetic fixation

Continua a capitarmi....  devo essere molto brutto, perché quando vedono il mio profilo, subito smettono di conversare con me.

E incluso i miei "amici" -- anche se non conosco nessuno di loro -- non mi salutano.  Sembra che non chiedete un'amicizia perché volete un amico, ma perché volete colezionare una quantità più grande di amici.

 
14 Settembre 2009

le bombe

Io non scriverei mai sul mio profilo che sono "una vera bomba."  Perché esiste questa scelta?  Fa ridere....

Non sono l'uomo più bello, ma la mia apparenza non è stata mai un ostaculo.  Alcune persone smettono di conversare con me su giovani.it dopo di aver guardato il mio profilo.  Non mi conosceranno, non conosceranno ciò che posso offrire come amico, non sapranno chi sono.

Menomale che non sono "una ver bomba" -- le bombe esplodono.

 
23 Marzo 2009

64% delle donne sogna di tradire

ANSA  Milano, 16 marzo 
Le donne si sposano con Giovanni, il ricco ingegnere, poi sognano Gino il muratore. Parola della matrimonialista Annamaria Bernardini de Pace. Che sia reale o virtuale, il tradimento è sdoganato e si muove secondo questo schema: il marito è colto, brillante e ha una forte influenza sul mondo che lo circonda; l'amante è 'macho', senza dubbio muscoloso e persino un po' rude nei modi.

Per la Bernardini i tradimenti sono in costante crescita, specie tra le donne: il 64% dice che, se avesse la possibilità, lo farebbe. Secondo gli esperti la scappatella funziona oggi come un antidepressivo naturale, che regala l'occasione di uscire dalla monotonia della quotidianità. Significa anteporre l'io al noi, il piacere e il benessere individuali alla coppia ed è per questo 'un'esperienza devastante'.

Nel 40% dei casi è proprio il tradimento a causare la separazione: se 'il traditore' lo vive come una fuga dalla realtà, per il tradito resta un trauma con forte rischio di depressione e perdita di autostima. Per non parlare delle spese processuali: il tradimento sarà pure sdoganato, ma resta sempre estremamente costoso, sia in termini umani che economici.

 
10 Novembre 2008

Facebook in a crowd

Oggi ho letto questo sul giornale e volevo condividirlo.  Una lezione per quelli che pensano che gli amici virtuali siano veri amici!

Io da tempo mi sono iscritto a Giovani.it, ma neppure un "amico" o "amica" ha voluto conoscermi, e quasi nessuno ha voluto parlare al telefono.  L'autore di questo ha quasi 700 "amici" su Facebook, ma nemmeno uno ha voluto conoscerlo in persona!

Facebook in a crowd
Friday, November 7, 2008

One day this past summer, I logged on to Facebook and realized that I was very close to having 700 online "friends." Not bad, I thought to myself, absurdly proud of how many cyberpals, connections, acquaintances and even strangers I'd managed to sign up.

But the number made me uneasy as well. I had just fallen out with a friend I'd spent a lot of time with. I'd disconnected with a few other ones for the usual reasons - jobs in other cities, family life limiting social time. I was as much to blame as they were. I had a 2-year-old kid of my own at home. Add to that my workaholic irritability, my love of being left alone and my lack of an office environment. I had fewer friends to hang out with than I'd ever had before.

So I decided to have a Facebook party. I used Facebook to create an "event" and invite my digital chums. Some of them, of course, didn't live in Toronto, but I figured, it's summer and people travel. You never know who might be in town. If they lived in Buffalo or Vancouver, they could just click "not attending," and that would be that. Facebook gives people the option of R.S.V.P.'ing in three categories - "attending," "maybe attending" and "not attending."

After a week the responses stopped coming in and were ready to be tabulated. Fifteen people said they were attending, and 60 said maybe. A few hundred said not, and the rest just ignored the invitation altogether. I figured that about 20 people would show up. That sounded pretty good to me. Twenty potential new friends.

On the evening in question I took a shower. I shaved. I splashed on my tingly man perfume. I put on new pants and a favorite shirt. Brimming with optimism, I headed over to the neighborhood watering hole and waited.

And waited.

And waited.

Eventually, one person showed up.

I chatted with my new potential friend, Paula, doing my best to pretend I wasn't dismayed and embarrassed. But I was too self-conscious to be genuine. I kept apologizing for the lack of attendance. I looked over my shoulder every time the door opened and someone new came in. Paula was nice about it, assuring me that people probably just felt shy about the idea of making a new friend. She said she herself had almost decided not to come.

"And now you have me all to yourself," I said, trying to sound beneficent and unworried. We smiled at each other awkwardly.

We made small talk. I found out about her job, her boyfriend, her soccer team. Paula became my Facebook friend after noticing I was connected to a friend of hers. She thought it would be interesting to drop by and meet me.

Eventually we ran out of things to say. Anyway, she had to work in the morning. I picked up the tab on her Tom Collins and watched as she strode out into the night, not entirely sure if our friendship would grow.

After she left, I renewed my vigil, waiting for someone to show. It was getting on 11 o'clock and all my rationalizations - for example, that people needed time to get home from work, eat dinner, relax a bit - were wearing out.

I would learn, when I asked some people who didn't show up the next day, that "definitely attending" on Facebook means "maybe" and "maybe attending" means "likely not." So I probably shouldn't have taken it personally. But the combination of alcohol and solitude turned my thoughts to self-pity. Was I really that big of a loser? Or was it that no one wants to get together in real life anymore? It wasn't Facebook's fault; all those digital pals were better than nothing. For chipping away at past friendships and blocking honest new efforts, you really have to blame the entire modern world. People want to hang out with you, I assured myself. They just don't have the time.

By now it was nearing midnight. My head was clouded by drink, and it was finally starting to sink in: no one else was coming. I'd have to think up some other way to revitalize my social life. I ordered one more drink.

The beer arrived, a British import: Young's Double Chocolate Stout. I raised my glass in a solitary toast and promised myself I'd spend less time online. Then I took a gulp: The beer was delicious but bittersweet. Seven hundred friends, and I was drinking alone.

Hal Niedzviecki lives in Toronto. His book, "The Peep Diaries: How We're Learning to Love Watching Ourselves and Our Neighbors," will be published in May.

 

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